DESCRIZIONE DEL BLOG

Questo blog è dedicato al personaggio di Lazarus nel GDR all'interno di Second Life.
Verranno di seguito raccontate storie e vicende sia del singolo cavaliere che dell'intera comunità di cui fa parte

La Leggenda dei Cavalieri del Drago

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sabato 7 aprile 2012

La scelta

Lazarus entra nella sua casa, col sorriso sul volto mentre pensa sempre a lei. E' entrata nella sua vita come un ciclone, spazzando via tutta la tristezza che si portava nel cuore.
Si ferma un attimo accorgendosi di una presenza, mentre le mani scivolano a impugnare le else delle sue spade.
"Stai perdendo di vista la tua missione Lazarus"
Il cavaliere lascia andare l'impugnatura delle sue armi, riconoscendo la voce.
"Cosa vuoi?"
Da sotto il cappuccio l'uomo mostra un'espressione quasi incredula:" Sei tu che mi hai mandato a chiamare, non ricordi?"
Il cavaliere sospira, appoggiando entrambi i palmi della mani sul tavolino, dando le spalle al suo ospite. Si sente stanco, incredibilmente stanco: " sì è vero Sarnek, ti ho mandato a chiamare io.. ma credevo che avresti mandato qualche cacciatore, come è tuo solito fare... quindi ti ripropongo la mia domanda!" Si volta verso l'uomo, con sguardo sicuro: "Cosa vuoi veramente?"
"Riportarti sulla retta via" risponde l'uomo con una voce fredda come il ghiaccio.
"So per cosa sono stato addestrato per anni, non c'è bisogno che tu venga di persona a ricordarmelo"
Sarnek muove un passo verso di lui :" Tu mi hai mandato a chiamare caro Lazarus, quindi sei tu che devi dirmi cosa ci faccio qui!"
Il silenzio cala nella stanza dove i due uomini si fronteggiano. Il silenzio viene rotto dalla voce roca e profonda di Lazarus:" mi sono sbagliato Sarnek... tutto qui. Ti basta come risposta?"
Il cavaliere ode una risata uscire dall bocca dell'uomo incappucciato.
"Un cacciatore dela tua esperienza che si sbaglia? Oh... non credo... forse la verità è che non riesci più a vedere ad un palmo dal tuo naso"
Lazarus si gira verso di lui: "Cosa vuoi dire? Sto cercando di fare quello che ho sempre fatto!"
"Lei non è ciò che sembra. Hai la mente offuscata!"
"Ti avverto Sarnek, tieni Briseide fuori da questa storia. Stai passando il limite!"
"Il limite lo stai oltrepassando tu povero pazzo. Apri gli occhi!" dice l'uomo facendo un passo verso di lui.
Lazarus impugna la spada e la alza verso il collo dell'uomo: "Toccala e t'ammazo Sarnek! Parola di vendicatore!"
L'uomo comincia a perdere le staffe, ma nonostante la sua arroganza, parla con voce leggermente incrinata:" Sei uno stupido!!! Non ti sei accorto di chi ti sei innamorato?"
"Sì! Di una donna che è riuscita a farmi tornare il sorriso!"
"Sei pazzo, lei non è una donna.. lei è..." Lazarus affonda leggermente la spada nel collo di lui, provocandogli una piccola ferita. Il sangue cola piano piano lungo il collo dell'uomo
"FUORI DI QUI SARKEK" tuona il cavaliere "O TI AMMAZZO SEDUTA STANTE!"
Sarnek per la prima volta veramente intimorito, si avvicina alla porta:" Sei pazzo... un povero pazzo. Ti manderò contro i cacciatori. Dirò a tutti ciò che sei diventato!"
"Te lo dico io cosa sono diventato" si avvicina minacciosamente all'uomo "sono ridiventato un uomo, capace di provare sentimenti!" Fa poi una pausa:" E per quanto riguarda i cacciatori.. beh.. se mi vorranno impedire di vivere la mia vita, li vedrai cadere come mosche ti avverto!"
Sarnek lo guarda con occhi sbarrati:" Ma .. allora è vero... tu veramente non sai chi e lei... non sai chi è veramente Briseide..."
"So solo che voglio stare con lei e che mi ha fatto di nuovo provare sentimenti umani, e tu Sarnek, farai bene a starmi alla larga per ora!"
L'uomo indietreggia scuotendo la testa inorridito.
"Capirai Lazarus.... e quando capirai.. ti maledirai per quello che stai facendo ora!"
Lazarus si limita a sorridere, mentre vede l'uomo allontanarsi e parla tra se e se.
"Non m'importa sapere chi sia.... mi importa solo di stare con lei. Con lei, che è stata capace di farmi dimenticare tutto il male che ho sofferto!"
Una volta accertatosi che Sarnek si sia veramente allontanato, Lazarus esce di casa, avviandosi verso il bosco. La notte è limpida e la luce della luna permete all'uomo di muoversi in totale libertà tra gli alberi.
Si ferma poi nelle vicinanze di un maestoso albero, con le foglie che brillano illuminati dai raggi notturni, mentre una mano va all'interno della sua divisa, estraendone una collana.
La porta vicino agli occhi osservandola, mentre il respiro gli viene a mancare per un attimo. Chiude gli occhi e la stringe con la mano, fino a far diventare le nocche del proprio pugno quasi bianche.
Si inginocchia quindi ai piedi dell'albero, scavando una piccola bucca, conl'aiuto della spada e vi ripone la collana. Con cura la ricopre, osservando poi il lavoro fatto. "Che i morti riposino in pace... è tempo dei vivi di riprendere in mano la propria vita!"
Con queste ultime parole si allontana dal bosco, attraversando poco dopo la città e giungendo finalmente a casa.
Giunto qui si stende finalmente sul letto, siceramente sollevato, mentre i suoi pensieri, nel sogno, tornano a Briseide.

martedì 21 febbraio 2012

Quando il passato bussa alle porte...


Una volta giunto a Valinor, pur non conoscendo nessuno, Lazarus viene immediatamente soccorso dai cittadini, i quali provvedono a dargli tutte le cure necessarie.
Il tempo passa e l'ex capitano si riprende egregiamente, nonostante le ferite presenti sul suo corpo.
I governatori di Valinor ascoltano la sua storia e gli propongono di offrire i suoi servigi al loro regno, facendolo diventare una guardia.
Lazarus accetta di buon grado, poichè è l'unico modo con il quale può veramente sdebitarsi coi suoi salvatori.
Ed è proprio durante le sue ronde e i suoi appostamenti, che l'uomo comincia a vedere movimenti sospetti, e comportamenti non proprio tipici degli umani.
Ricordando ciò che è successo al suo regno natio, decide di procedere con cautela, tenendo d'occhio tutte le persone incontrate fino a ora, per capire quale sia la loro vera natura.
Si è insinuata nella mente del capitano, dopo aver parlato con una dama del luogo, l'idea che in mezzo al popolo si sia infiltrata una comunità di vampiri.
Proprio loro.
Loro che hanno causato mostre e distruzione ad Arcadia, che l'hanno data alle fiamme, che si sono cibati del sangue dei suoi amici.
La rabbia è tanta che l'uomo rischia di far scoprire i suoi propositi di vendetta a tutta Valinor. Quasi ci riesce purtroppo, ma almeno in questo modo capisce che quasi sicuramente nella città vivono veramente dei vampiri.
Torna così nella sua stanza, accende la candela e osserva un pezzo di carta bianca, che aspetta solo di essere riempito dall'inchiostro della penna d'oca sulla scrivania.
Si siede, prende un profondo respiro e comincia a scrivere:

"Dopo tanti anni mi sono imbattutto in una comunità che speravo si fosse estinta. Ma non è così.
Finalmente potrò avere la vendetta che tanto ho cercato, e per la quale tu, Sarnek, mi hai addestrato.
Il reame di cui mi trovo adesso è Valinor e ti chiedo urgentemente di venire qui, insieme ad altri cacciatori di vampiri.
Spero che tu faccia presto, non so se sono già morti degli innocenti, magari persone senzatetto che sono spariti senza che nessuno li reclamasse, ma se non è ancora successo, sono convinto che succederà.Dobiamo intervenire in fretta.
Ti aspetto
Cenere alla cenere
Polvere alla polvere

Lazarus"

L'uomo rilegge la lettera, spoglia, priva di qualsiasi cerimonia di presentazione, come era suo solito fare quando scriveva al suo vecchio maestro.
Arrotola la letera, mette il proprio sigillo e lo affida ad un messaggero.
Il ragazzo ascolta attento le indicazioni di Lazarus, dopodichè salta in sella e corre come un fulmine verso la sua destinazione.
Lui lo guarda dalle porte della città, mentre via via si fa sempre più piccolo, fino a scomparire.
Si appoggia dunque a una colonna, come se si sentisse infinitamente stanco.
"Sbrigati Sarnek.... non voglio che la storia si ripeta!"
Con gesto deciso si stacca dalla colonna, riprende il classico portamento militare e si avvia all'interno della città, scrutando come sempre ogni vicolo buio e ogni angolo nascosto, ripetendo a bassa voce le utlime parole della lettera: "polvere alla polvere...."

domenica 12 febbraio 2012

Come una fenice dalle proprie ceneri...


Molto tempo è passato dal tentativo dei cavalieri del drago di riprendersi le terre di Amorgen.
Ciò che vorremmo narrare è che ne sono usciti vincitori, che hanno riportato all'antico splendore il luogo che hanno considerato per molto tempo la loro casa.
Ma Amorgen non esiste più.
Ciò che esiste ora al suo posto, non è la terra dei cavalieri.
Quest'utlimi sono stati sconfitti, nonostaste abbiano combattuto con valore e abbiano sacrificato le loro vite per i loro principi.
Quando l'ex capitano dei cavalieri del drago, Lazarus, si risveglia in una branda, dolorante, ancora tutto questo non lo sa.
I suoi occhi scrutano il posto dove si trova ora, umido, e buio, mentre sente il crepitio di un fuoco e il tossire roco di una persona.
Questi si accorge che Lazarus è sveglio e si avvicina a lui porgendoli una bevanda, molto probabilmente una tisana.
"Dove sono? chi siete voi?"
L'uomo davanti a lui, forse un mago più vecchio del mondo stesso, lo osserva coi suoi occhi vecchi e tristi.
"Siete a casa mia capitano!" - un colpo di tosse lo interrompe per un attimo - "come vi sentite?"
Lazarus cerca di alzarsi dal letto, sentendo una fitta al petto; abbassa lo sguardo e vede le fasciature che lo ricoprono, e che si stanno di nuovo macchiando di sangue.
"Non così in fretta" lo ammonisce il vecchio " già è un miracolo avervi salvato la vita.... non chiedeteme un altro!"
Il respiro del cavaliere è affannoso, ma vuole sapere.
" Cos'è successo.. ricordo la battaglia, i miei compagni cadere... mia moglie che..." la voce gli si strozza in gola.
Il suo salvatore china il capo, poi si alza a stento appoggiandosi ad un bastone nodoso; con passo indeciso si avvicina d un tavolo, prende un fagotto voluminoso su di esso e lo mette in grembo al cavaliere.
"E' tutto ciò che avevate con voi, quando vi ho trovato... mi dispiace!"
Lazarus osserva il fagotto, mentre con le mani tremanti non trova il coraggio di aprirlo.
Chiude gli occhi, un gesto deciso e ora è tutto di fronte ai suoi occhi.
Davanti a se osserva quasi inorridito il contenuto.
I resti delle sue spade, spezzati quasi all'altezza dell'elsa, giacciono davanti a lui, come belve ferite a morte che non potranno più nuocere a nessuno.
La mano scorre verso un collana, un regalo dato a sua moglie tempo prima, quando era tornato da un viaggio.
Lo porta vicino a se, la osserva, sente l'odore del sangue.... lo vede ormai rattrapprito in alcuni punti e si accorge di alcuni capelli rossi rimasti impigliati nel punto dove evidentemente era stata strappata. E capisce.
Il nodo in gola gli impedisce di parlare, poi osserva l'ultima cosa rimasta: un brandello della sua divisa da cavaliere.
L'ultimo brandello che evidentemente gli era rimasto addosso durante il combattimento finale.
Continua a osservarlo, notando che un taglio profondo ha ormai reso irriconoscibile il vessillo dei cavalieri del drago.
Il tremore alle mani continua, nonostante questo riesce comunque a richiudere il fagotto, allontanandolo da se.
Improvvisamente sente un calore sulle guance, qualcosa di inaspettato che lo coglie di sorpresa.
La sua mano destra si porta al volto, passandoci sopra con un gesto veloce, per poi fissarla davanti a se.
E' bagnata; non si stava nemmeno rendendo conto di piangere.
Piange i suoi compagni.
Piange sua moglie.
Piange la sua terra.
Piange se stesso.....
Il vecchio lo osserva, senza proferire parola; davanti a se vede un uomo che ha perso tutto, ma non è sua intenzione consolarlo. Non servirebbe; il cavaliere sicuramente lo allontanerebbe in malo modo. Sa che vuole farcela da solo.
"Avete delle vesti da armi ser?"
Il vecchio rimane quasi stupito da queste parole, ma annuisce stancamente
"Tenete, dovrebbero essere della vostra misura!"
Cercando di darsi un contegno, il cavaliere afferra le vesti, provando ad alzarsi dal letto.
Ora le sue bende sono competamente color rosso.
"Capitano... non posso garantire per la vostra salvezza se vi alzate ora... vorrei farvi notare..."
Lazarus lo interrompe bruscamente, con voce roca e che proviene da mille miglia di distanza "Lo so ser... avete fatto un miracolo e non volete farne un altro!" poi lo osserva dentro gli occhi profondi continuando "ma a essere sincero, di miracoli, potevate risparmiarvi anche questo!"
Con gesto deciso si alza, sbanda per un attimo.
Vede la stanza girargli intorno e per un attimo gli sembra di cadere; lo sta per fare....
"NO!" urla Lazarus "non cadrò più, non permetterò che mi ricapiti!"
Tira un respiro profondo e si veste, evitando di lamentarsi a ogni movimento.
Il vecchio lo osserva con attenzione, mentre si veste con lentezza.
"Avete dunque deciso di andare via ser? In quelle condizioni?"
Lazarus abbozza quasi un sorriso; il sorriso diventa una risatina nervosa, quasi un sogghigno.
"Oh non vi preoccupate messere, morire non sarà certo la cosa peggiore che mi potrebbe capitare ora!"
Il suo salvatore sospira "No, forse avete ragione... ma credo che siate vivo perchè vi è stata data una seconda possibilità, non credete?"
Il cavaliere annuisce mestamente "Potreste avere ragione voi ora. O forse no! ma di certo non starò qui con le mani in mano!"
"E cosa avete intenzione di fare?"
"Di andarmene, il più lontano possibile da qui... anche se non so dove sia qui!"
Il vecchio si mette a sedere, mentre il suo respiro roco sembra l'unico rumore udibile in quella stanza.
"La vostra decisione è saggia... ma credo che non vi convenga sapere dove siamo veramente!"
L'ex capitano volge lo sguardo verso l'uomo "Cosa volete dire?" poi per un attimo fa mente locale, ricordandosi come il vecchio lo aveva chiamato quando si era ripreso "...voi... voi mi avete chiamato capitano... voi sapete chi sono! Come mi conoscete?"
L'anziano batte con forza il suo bastone a terra, come a calmare l'uomo.
"Ora basta! Avete ragione voi... è meglio che vi allontaniate!"
Un brivido scorre lungo la schiena del cavaliere.
Osserva l'anziano e annuisce " Si.. vi chiedo solo se avete delle armi da potermi dare... con me non ho soldi lo so... ma.."
Alzando il bastone verso la parete alla sua destra, l'uomo indica della spade, lucenti e ben rifinite, appoggiate sopra un piedistallo di legno.
"Sono veramente ottime spade ser... sicuro di volermi dare queste!"
"Cominciate a fare troppe domande e vi confesso che vi preferivo quando eravate privo di sensi! Ora se avete preso la vostra decisione vi consiglio di andare, a questo punto non vi è più salutare stare qui!"
"Ma non mi avete detto come fate a conoscermi... ne chi siete!"
Un colpo di tosse interrompe per un attimo la conversazione. Poi il vecchio si ricompone "Credetemi, non vi farebbe piacere ne l'una, ne l'altra cosa! Andate ora! Avete preso una decisione!"
Il cavaliere apre la porta e si volta verso il suo salvatore, per un ultima volta. Poi parla con voce quasi piena di vergogna "Non volevo offendervi prima... voi mi avete salvato.... e io non vi ho ringraziato ma..."
"BASTA HO DETTO FUORI!!!" la voce del vecchio si fa dura, possente, facendo addiritura trasalire il suo ospite "Vi assicuro che col tempo, invece di ringraziarmi, vorrete maledirmi... se già non lo avete fatto!"
Senza ascoltare nessun'altra parola Lazarus si incammina, prima con passo indeciso e poi appoggiandosi agli alberi incontrati lungo l'impervia strada che attraverso il bosco.
Sulla porta, senza che il vecchio possa essere più osservato da nessuno, punta gli occhi sull'uomo che si sta allontanando.
"Mi maledirete capitano, state sicuro che lo farete"
Il suo abito comincia a diventare sempre più scuro, praticamente nero, mentre si allunga come se fosse una palandrana; il bastone nodoso comincia a muoversi, allungandosi a dismisura fino a sopra la testa dell'uomo.
Una lama comincia a crescere dall'alta estremità del bastone, fino a diventare una falce appuntita.
Il viso del vecchio ormai non esiste più. Al suo posto un teschio scarnificato con orbite vuote fissa il punto dove è sparito Lazarus.
"Oh quanto mi maledirete capitano! Questa non è la più grande sofferenza che avrete... no... ma purtroppo per voi ho dovuto salvarvi, perchè non era giunto il vostro momento! Era scritto così! E io vi ho salvato! Ma prima o poi tornerò a prendevi, statene sicuro!"
Piano piano, come il resto della casa, la figura comincia a sbiadire, fino a scomparire inghiottita nella foresta.
Ignaro di tutto questo, Lazarus cammina senza metà, vagando nella foresta per un tempo da lui indefinibile.
Ed è quando si sente perduto che arriva alle porte di un regno: Valinor.
Ed è qui, che come una fenice, risorge dalle proprie ceneri, continuando a scrivere la propria storia.....




giovedì 29 ottobre 2009

Punto di rottura - Eventi del 26 ottobre


La divina Dwin è stata rapita dai demoni, e tutti i cavalieri del Drago e le Valchirie si sono mobilitati per la sua ricerca, guidata dal generale Alex. Il capitano Lazarus, nonostante le ferite riportate nell'agguato della sera precedente, prova a prendere parte alle ricerche, ma il dolore è talmente intenso che sviene nuovamente e viene riportato al forte dai cavalieri. Nela frattempo la divina Dwin, che porta in grembo il figlio del generale Alex, viene sottoposta a indicibile torture dai suoi aguzzini, che si sono rivelati essere demoni. I cavalieri riescono a individuare il luogo dove è tenuta prigioniera la divina, e si recano sul posto insieme ale valchirie, ma trovano ad attenderli i nemici, che non hanno intenzione di farli entrare. La battaglia infuria, mentre i demoni, tramite un rito sacrificale, aprono il ventre della divina, strappandole dal grembo il figlio di ormai sette mesi. I cavalieri si battono con coraggio, mentre il generale Alex, combattendo come una furia, si avvicina sempre di più all'ingresso per riuscire a soccorrere la divina, temendo il peggio. Ma quando la battaglia finisce e riescono a entrare nella cripta, trovano il posto deserto e solo il sangue fresco su un altare testimonia la recente presenza di qualcuno in quel luogo. Le ricerche si fanno ancora più intense, fino al momento in cui la divina Dwin viene finalmente localizzata. Il capitano Lazarus si riprende, e si riporta con fatica dai cavalieri, nella speranza di poter dare una mano. Ma è lì che incontra il generale Alex, affranto, e che non tarda a dargli spiegazione sull'accaduto. Il figlio del generale e della divina è in mano ai demoni, mentre lei, distrutta dal dolore, decide di ritirarsi a tempo indeterminato. Lazarus è incredulo, e si lascia sedere quasi a peso morto sui gradini del forte; il senso di colpa lo assale, ripensando al gesto sconsiderato della sera precedente, che ha portato al rapimento della divina Dwina. Se solo non fosse stato così avventato nella ricerca dei lupi, se solo non avessero abbandonato la divina per soccorrere lui, tutto questo non sarebbe successo. Comincia un lungo e silenzioso girovagare nelle terre di Amorgen da parte del capitano, che guarda le terre come se ormai fossero luoghi a lui sconosciuti. Arriva in prossimità di una spiaggia e si mette a sedere guardando il mare. Poi la decisione. Con fare deciso si alza, e si avvia verso i confini della terra di Amorgen, verso terre lontane, mentre il sole del tramonto fa scintillare le spade del cavaliere, ormai abbandonate sulla spiaggia...

lunedì 26 ottobre 2009

Chiaro di luna - eventi del 25 ottbre

Il cavaliere Gambas chiama a raccolta tutti i cavalieri del drago e le valchirie, per riferire alcuni fatti accaduti la notte scorsa nelle terre di Amorgen. Il villaggio e le abitazioni sono stati presi d'assalto da quelli che il cavaliere Gambas definisce lupi, senza pero' poter dare una descrizione precisa di quello che in effetti è successo. Le valchirie cominciano a parlare di creature note come lupi mannari, ma il capitano Lazarus non prende sul serio le parole pronunciate dalle divine, tanto da voler dimostrare loro che si sbagliano. Si reca nella foresta, alla ricerca di questi fantomatici esseri, sempre più deciso a smontare la teoria della valchierie, ma qui accade l'imprevisto. Una, forse due creature attaccano il capitano, veloci, letali, senza nemmeno dare il tempo di fargli estrarle le armi. Sente i colpi arrivargli addosso come magli, mentre la carne viene dilaniata da quelli che potrebbe sembrare armi affilatissime o artigli; l'unica cosa che riesce a fare è riuscire a strappare un ciuffo di peli ai suoi aggressori mentre erano avvolti nella lotta. Poi cade a terra privo di sensi mentre il sangue esce copioso dalle sue ferite. E' il generale Alex a trovarlo, dopo esserlo andato a cercare vista la prolungata assenza. I soccorsi sono immediati, e la divina Aurora si occupa delle ferite del capitano, che poi viene riaccompagnato al castello, in modo da potersi riprendere, mentre la divina Freja rimane a sorvegliarlo. Quello che il capitano ancora non sa, è che Dwin, mentre tutti erano impegnati a occuparsi di lui, è stata a sua volta rapita dai lupi che hanno approfittato della situazione per portare a segno il loro piano. Lazarus apprende la notizia e viene preso da un senso di colpa terribile. Nonostante le animate proteste della divina Freja, Lazarus, ancora dolorante e sanguinante per le ferite ricevute, si alza con l'aiuto della spada dal suo giaciglio, raggiungendo il generale e mettendosi a sue disposizione per salvare la valchiria. Continua...

mercoledì 23 settembre 2009

Il Torneo Amorgen - Eventi del 22 settembre


Dopo aver chiesto di essere messo agli arresti, Lazarus aspetta che gli venga comunicata la data del processo.
Inaspettamente si presenta innanzi a lui il generale Alex che lo libera, dandogli di nuovo il titolo di capitano.
A quel gesto l'ex prigioniero chiede spiegazione, e il generale racconto che col suo valore e i suoi precedenti meriti si era guadagnato quella libertà.

Il capitano quindi indossa nuovamente la divisa che Nihal gli aveva conseganto la sera precedente, durante la loro momentanea prigionia forzata.
Per evitare nuovi contatti con gli infetti e una nuova battaglia che si prospetterebbe un massacro, per via del numero ridotto dei cavalieri, questi si recano nelle terre di Amorgen, a chiedere aiuto.
Giunti là si accorgono che fervono i preparativi per un torneo a coppie, al quale il generale decide di far partecipare chi ne abbia voglia, anche per risollevare lo spirito del gruppo.
La cosa bizzarra è che il torneo si svolgerà a coppie, ovvero un uomo e una donna, con abbinamenti a sorteggio.
Il capitano decide dunque di partecipare e viene abbinato alla valchiria Juju.
Altri cavalieri decidono di partecipare, tra cui Mia, Byllo, Bao e lo stesso generale Alex, che viene abbianto alla valchiria Dwin.
Il torneo ha dunque inizio e subito il capitano mostra il proprio valore insieme alla valchiria Juju, eliminando tutti i concorrenti che si parano davanti a loro, arrivando alla fase finale del torneo.
Giunti a quest'ultimo parte il capitano si scatena, come a voler dimostrare ai suoi compagni che possono fidarsi ancora di lui in caso di battaglia.
Ed è una vittoria schiacciante.
Lazarus e Juju trionfano in modo esemplare l'agognato premio del torneo, fra gli applausi di tutti i presenti.
Ma cio' che conta per il capitano è di aver di nuovo conquistato la fiducia dei suoi fratelli d'arme.

martedì 22 settembre 2009

Questioni d'onore - Eventi del 21 settembre 2009

L'isola è nel caso più totale.
L'ex capitano dei cavalieri del drago, Lazarus, sta seminando terrore e morte, nelle sue nuove vesti di creatura dell'oscurità.
Parallelamente a questa vicenda, i cavalieri scoprono che la partenza del cavaliere Jo è stata solo una menzogna del cavaliere stesso, per potersi schierare a favore delle file nemiche all'ordine del drago.
Queste vicende, insieme alla perdita di altri cavalieri, fanno sì che l'isola cada nelle tenbre più oscure.
Il cavaliere Jo viene finalmente catturato, e viene im
prigionato ad Anjun in attesa del processo.
Nel frattempo Lazarus guarda compiaciuto i suoi fratelli mentre trattano gli umani come giocattoli, da eliminare una volta finito di giocarci.
E qui avviene uno strano fatto.
Compare sull'isola Nihal, ex scudiera del capitano Lazarus, che decide di affrontare il suo ex maestro.
Lazarus sorride nel vedere che la preda gli va incontro e cominica ad assaporare il momento in cui berrà il suo sangue; imprevedibilmente Nihal si offre a lui di spontanea volontà e l'ex capitano non si fa pregare e agisce.
Ma il suo sorriso beffardo dura poco.
Subito dopo aver benuto il sangue della ragazza, che è una mezzelfa, Lazarus si
sente soffocare, avverte bruciori in tutto il corpo e perde i sensi.
Ma anche Nihal cade a terra svenuta.
Dopo poco la mezzelfa si riprende, e aiutata dal generale Alex porta il suo maestro nella magione dei cavalieri, dove potegli prestare le cure.
Il generale chiede spiegazioni al futuro cavaleire, e lei risponde che con il suo gesto, facendo bere il sangue puro di un elfo, ha purificato il capit
ano, speranzosa di vederlo guarire dalla malattia che si è diffusa nell'isola.
Nel frattempo i cavalieri si organizzano nel processare Jo, e avvertono tutta la popolazione dell'evento che avverrà la sera stessa.

Lazarus si riprende, stordito, trovando Nihal ad assisterlo.
Chiede spiegazioni, e la mezzelfa non tarda a dargliele.
Il cavaliere si prende il viso tra le mani in preda alla disperazione, sapendo che ha creato dolore a persone innocenti, infrangendo così il regolamento dei cavalieri; e questo porta alla sua immediata decisione.
Chiede a Nihal di metterlo agli arresti e seppur riluttante, la ragazza decide di farlo, proprio nel mentre in cui il comnandante Langdon.
Quest'ultimo chiede spiegazion
e e Lazarus gliene fornisce, descrivendo cio' che gli era stato raccontao, in quello che era stato trasformato, anche se non portava più nessun ricordo di quegli avvenimenti, ma ritendo di essere ancora un potenziale pericolo per gli innocenti.
Il comandante, riluttante anche lui, conferma gli arresti dell'ex capitano, al quale chiede la restituzione delle armi; ma il cavaliere, oltre a quelle consegna nelle sue mani anche la divisa.
Queste vengono affidate a Nihal, che ha il compito di custodirle.
.
Nel frattempo è tutto pronto peer il processo del cavaliere Jo, aperto ovviamente a tutti gli isolani.
I cavalieri muovono le accuse di tradimento verso il cavaliere, il quale ammette semplicemente le sue colpe, con grande delusione del comandante Byllo, che aveva più volte preso le sue difese.
In base all'accusa mossa, alto tradimento del codice d'onore dei cavalieri, Jo viene espulso dall'ordine, con effetto immediato e scortato nella terra di Anjun.

Mentre tutti osservano il cavaliere Jo venire accompagnato nel suo esilio, il generale Alex si avvicina a Nihal, dicendole che si deve nascondere e gli propone di entrare nella cella dove potrà essere al sicuro da estranei.
Alla richiesta di spiegazione della ragazza, il generale l'avverte che le creature oscure hanno saputo dell'effetto benefico che puo' avere il suo sangue e ritiene che possa potenzialmente essere in pericolo.
Nihal viene quindi imprigionata con Lazarus, mentre gli altri cavalieri si recano nei pressi della locanda, dove inizia un'improvvisa battaglia.
Nihal e Lazarus vorrebbero intervenire, ma sono impossibilati a causa della prigionia, mentre sentono in lontananza gli echi della battaglia.
Ed è in quel momento che Nihal prende la decisione di riconsegnare le armi al suo capitano...

venerdì 3 ottobre 2008

La Cerimonia Maledetta - Eventi del 02 Ottobre


Questo è un gran giorno per Arcadia, o di certo lo è per alcuni dei suoi abitanti, in particolare per le guardie reali. E' infatti proprio oggi il giorno designato per una delle più grandi cerimonie che si siano svolte nella nuova magione delle guardie reali. All'interno diesso si sono infatti svolte tre funzioni, che hanno portato sia all'investitura di tre nuovi cavalieri, Nikko, Aaziel e Ann, sia alla promozione dei cavalieri Evita e Gionny, ora col grado di sergenti, sia ad un riconoscimento particolare del generale alle guardie che lo hanno liberato durante la sua prigionia. I coraggiosi cavalieri che si sono esposti per poter trarre in salvo il generale sono Lazarus, Byllo, Bao, Ilysham, Langdom e lo stesso Gionny. Essi sono stati dunque premiati con l'agognata stella del drago, la più ambita onoreficenza che un cavaliere possa ottenere, poichè avuto grazie all'impegno profuso nei campi di battaglia. Alla cerimonia hanno partecipato moltissimi arcadiani che si sono congratulati con tutti i cavalieri per le loro eroiche gesta. Il capitano Lazarus Moreno, dal canto suo, guarda orgoglioso i suoi compagni d'arme, sicuro che non avrebbe potuto trovare amici e combattenti migliori. La serata dunque continua nell'allegria generale, col capitano Bao che da fonso alle cantine regali per poter intrattenere tutti gli ospiti, ma poichè ci si accorge che la bevanda non puo' soddisfare tutti i presenti, il generale da ordine di recarsi alla locanda per continuare i festeggiamenti. Ma come sempre succede ad arcadia, le serate di allegrie sono destinate a non durare. Mentre balli e bevande fanno da padroni della serata, compaiono nella paizza alcuni drow. La presenza di questi esseri viene accolta subito con scetticismo, ma poichè non sembrano avere intenzioni bellicose, le guardie continuano a conversare e ballare tranquillamente, insieme alle streghe. Proprio una di queste, Mian, comincia a comportarsi stranamente, avvertendo che qualcosa non va. Le colpe del malessere vengono date all'alcool, ma subito dopo ci si accorge che così non puo' essere, poichè anche gente che si era privata di tale bevanda a cominciato a comportarsi stranamente. I drow gettano quindi la maschera, e cercano inizialmente di catturare la strega Mian, cambiando immediatamente obiettivo quando vedono il capitano Byllo estrarre le spade. Lazarus afferra anch'egli le armi e si prepara a combattere contro i drow, che sembrano pero' avere un'asso nella manica. La loro matrona infatti riesce a soggiogare lamente del capitano Byllo e nessuno, ne il generale Alex, ne il v.generale Ylisham, riescono a riportarlo alla ragione. Lazarus affronta i drow a viso aperto, ma niente puo' fare contro i loro poteri, con i quali creano unso scudo, evitando così lo scontro diretto con guardie e streghe e schernendoli dall'interno di esso. L'attenzione va quindi al capitano Byllo, il quale comincia a inveire contro le guardie minacciandole, fino la momento in cui la matrona dei drow gli ordina di andare via con loro all'interno del proprio rifugio. Il capitano Lazarus, non volendo abbandonare l'amico, si getta all'inseguimento, subito seguito dal resto delle guardie, che durante un cruento scontro sembrano aver catturato un drow. Si continuano a udire i suoni della battaglia, urla e lo sferragliare delle armi una contro l'altra, mentre la confusione inghiotte tutti i presenti. Purtroppo il capitano Byllo, ancora sotto il controllo della matrona, viene accompagnato alla sede dei drow dai suoi aguzzini, mentre un'altra triste verità fa il suo ingresso in Arcadia. Il capitano Lazarus Moreno è sparito. Vane le ricerche delle guardie che cercano invano di ritrovarlo, non capoendo cosa gli sia successo, poichè non è stanno ne visto cadere in battaglia, ne trascinato via in catene. Tra lo sgomento iniziale le guardie cercando di riordinare le idee, poichè dovranno farsi carico di un pesante fardello, quello di annunicare a lady Venere, promessa sposa di Lazarus, la inspiegabile quanto sorprendente sparizione del futuro marito...

giovedì 26 giugno 2008

Corteo Storico - Eventi del 24 Giugno


Arcadia è stata testimone di un corteo storico veramente stupendo.
Le vie hanno infatti accolto cavalieri, maghi, streghe e altri personaggi, che hanno fieramente sfilato in compagnia dei regnanti, Re Genius e la Regina Mary.
Il corte si è mosso per le vie di Arcadia, offrendo una coreografia davvero spttacolare, soprattutto per alcuni pellegrini giunti in visita, che hanno approfittato per osservare l'evento con molta ammirazione.
Il capitano Lazarus è stato scelto per partecipare al corteo come cavaliere e al suo fianco gli viene assegnata la bestia Cleos.
Con sommo stupore del capitano, la bestia si presenta con una grazia e bellezza da far invidia alle più belle dame di Arcadia, e Lazarus decide di accettare la compagnia della bestia, con la quale sfila per tutto il corteo.
I ricordi lo assalgono in continuazione, ma osservando Cleos, non riesce a capire come fosse possibile che una bestia che al momento mostrava tanta grazia, potesse essere una delle creature più temute di Arcadia.
Giunto al termine del corteo, il re e la regina danno il via ad una singolare caccia al cinghiale, la quale si svolge praticamente nella piazza principale della città, e che Lazarus vince, donando ai regnanti la bestia abbattuta in segno di profonda stima e rispetto.
Finita la caccia tutti si spostano vicino alla taverna, dove balli e alcool cominciano a fare da padrone, mentre si scopre un altro piccolo tassello del passato di Lazarus, il quale dichiara che suo padre, quando era in vita e a a servizio del re, era solito produrre bevande alcoliche le quali venivano sovente servite durante le feste di Arcadia.
Il capitano Bao da segno di apprezzare molto tali bevande, fino al punto di dover essere accompagnato in sede dai cavalieri stessi, i quali comunque non si erano tirati indietro dal bere; tale dimostrazione è data anche dalla recluta Evita, caduta anche lei vittima dell'alcool, anche se in forma più lieve rispetto al capitano Bao.La festa giunge alla fine e nessuno questa volta ha cercato di interferire con balli e danze, mentre Lazarus, suo malgrado, continua a pensare a Cleos e a quella serata passata insieme a lei e che gli è sembrata perfetta. Forse troppo perfetta, anche per i suoi gusti, soprattutto se si va a considerare i suoi propositi di vendetta....